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Quasi a
fugare il ricordo di tanta tragedia, il cui triste bagliore,
dopo quattro secoli, sembra che ancora riverberi dal severo
palazzo sul breve lastricato, sorse, a cura di un benemerito
della gastronomia giudaica, Pacifico Piperno, intorno al 1860,
questo nostro locale che, accogliendo liete brigate di romanì
e di turisti, da oltre cento anni, pone qui una nota di schietta
allegria contrastante con il grigiore dello storico ambiente.
In origine, e cioè negli ultimi anni del 1700, qui avevan
sede le scuderie dei Cenci i quali affittavano le stalle anche
a privati. Un d'essi fu, appunto, il nominato Pacifico a cui
venne, a un certo momento, l'idea di acquistare un locale per
trasformarlo in osteria. Non fu un'Hostaria con l'acca davanti,
né tanto meno un ritrovo mondano; ma una modesta osteria
romana, arredata alla buona con panche e tavole, dove si poteva
bere vin genuino e gustare un piatto di spaghetti nonché
quei filetti di baccalà e carciofi che son tuttora il
vanto di questo locale, il quale, passato più tardi in
proprietà del figlio Angelo e poi ancora di Mario Piperno
e trasformatosi, da semplice osteria, a trattoria rinomata restò
nei primi anni dei '900 incontrastato ed unico Regno dei Carciofi
alla Giudia. Va ascritto, pertanto, alla ditta Piperno il pregio
di aver istituito il più vecchio locale caratteristico
in Ghetto (dal 1963 passato in proprietà della famiglia
Mazzarella) dove, durante tutto l'anno è possibile gustare
piatti che ammannisce l'arte culinaria romana e assaporare i
famosi, fragranti ed insuperabili carciofi alla giudia. |
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